martedì 21 marzo 2017

Anniversari a Lodi | Gaffurio, 100 anni di musica e storia

L’Accademia Gaffurio compie cento anni. Era il 1917 quando Giovanni Spezzaferri, musicista di origine leccese, giunto a Lodi per ragioni militari (era l’anno cruciale della Grande Guerra), iniziò a tenere i primi corsi di musica e subito istituì una scuola, che qualche anno dopo ottenne il riconoscimento ufficiale da parte del comune, diventando civico istituto musicale, intitolato al compositore e teorico lodigiano Franchino Gaffurio. A parlare della storia, e anche delle prospettive future, della storica istituzione lodigiana è il direttore artistico, Marcoemilio Camera; anche per lui il 2017 segna un traguardo importante: dal 1997, giusto vent’anni fa, è alla guida dell’istituto musicale più antico del territorio. «La scuola, come la conosciamo noi – racconta – rinasce negli anni Sessanta del secolo scorso dopo periodi di alterna fortuna: una forte espansione negli anni Venti e Trenta, e momenti di difficoltà soprattutto in coincidenza con la guerra. Si ricostituisce come associazione musicale presieduta dal dottor Antonio Allegri e sotto la direzione artistica del maestro Ernesto Merlini, che resterà alla guida fino al 1997.Un periodo, gli anni Sessanta e Settanta, in cui l’istituto si è affermato sul territorio in maniera costante, diffondendo lo studio della musica e della danza classica, il cui insegnamento è stato avviato facendo riferimento alla tradizione didattica del Teatro alla Scala, da cui provenivano tutte le insegnanti che hanno operato a Lodi. Anche se bisogna dire che il nome della Gaffurio era legato alla danza già dagli anni Trenta: esisteva un corpo di ballo legato ai teatri attivi a Lodi, il teatro Verdi e il Gaffurio».
Un’affermazione e un radicamento nel territorio che ha gettato molti semi, destinati a produrre risultati significativi: «In Gaffurio si sono formate generazioni di musicisti, che si sono poi affermati sul piano professionale e come insegnanti: da Roberto Parenti, che insegna al Conservatorio di Milano, al pianista Pietro De Luigi, all’organista Michelangelo Lapolla, che è il presidente dell’associazione; fino ad arrivare alla generazione dei giovanissimi, da cui stanno emergendo talenti come Giovanni Bracchi e Simone Anelli». Centinaia di studenti, negli ultimi cinquant’anni, sono stati seguiti e preparati ad affrontare gli esami di conservatorio. Ma non c’è solo la strada della tradizione: «La Gaffurio – continua Camera – è cambiata molto negli ultimi decenni, per esempio con l’apertura a nuovi generi, sia musicali, sia nell’ambito della danza. Adesso, rispetto a quella delle origini, c’è una realtà molto più variegata, dove trovano spazio sia la formazione in vista di uno studio professionale, sia quella amatoriale. C’è spazio per tutti, negli ultimi anni è nettamente aumentato il numero degli adulti che frequentano i corsi». La scuola ospita circa seicento allievi, «un numero ragguardevole – commenta il direttore –se si pensa alla crisi culturale oltre che economica: studiare la musica classica non è una scelta favorita dai media; per cui è molto interessante vedere che c’è ancora molta voglia di avvicinarsi alla musica in tutte le sue forme».
Un altro merito dell’istituto lodigiano è aver dato l’impulso alla nascita di altre realtà in ambito musicale: «Dagli anni Sessanta – dice Camera – sono nati diversi centri di musica e danza, alcuni dapprima come sezioni staccate, come Melegnano, San Colombano e San Donato, che poi hanno acquistato una loro autonomia. E anche a Lodi sono state create altre realtà didattiche di successo, spesso fondate da ex allievi formati alla Gaffurio».
Per festeggiare il centenario sono già in programma diverse iniziative, che copriranno tutto l’arco del 2017. «La prima è il concerto del 7 maggio all’Auditorium Bipielle, di cui saranno protagonisti i nostri ensemble strumentali e corali, dedicato alla contaminazione tra generi e culture musicali diverse. L’evento più importante sarà una serata di musica e danza al teatro alle Vigne nel mese di ottobre, che riserverà non poche sorprese. Poi restano, come sempre, le proposte estive legate a Lodi al Sole, nell’ambito della collaborazione in atto col comune di Lodi. Infine, la pubblicazione di un volume fotografico, che va a integrare la ricostruzione storica pubblicata l’anno scorso sull’Archivio storico ad opera di Ferruccio Pallavera e Angelo Stroppa».
Marta Rossi

http://www.ilcittadino.it/p/notizie/cultura_e_spettacoli/2017/03/20/ABDic0UM-gaffurio_anni_storia_musica.html

lunedì 20 marzo 2017

Musical a Lodi | Sister Act


domenica 12 marzo 2017

OFFICINE del TEATRO ALLE VIGNE a Lodi | DISEGNARE LA LUCE workshop a cura di Christian Laface

OFFICINE DEL TEATRO ALLE VIGNE
Via Cavour 66, Lodi

sabato 22- domenica 23 aprile 2017
dalle 14.00 alle 17.00
DISEGNARE LA LUCE
workshop a cura di Christian Laface

Un week end intensivo sulla drammaturgia della luce.


Cos’è la luce

Tipi di luce

Luce nel teatro - cenni storici
Apparecchiature illuminotecniche
Colore e temperatura colore
Linguaggio della luce: intensità, tonalità, direzione
Il disegno luce
Discussione di filmati e immagini 
Prove su palcoscenico

CHRISTIAN LAFACE

Inizia la sua carriera in scena come attore e musicista, ma forse per predisposizione si avvicina presto al "dietro le quinte". Le prime esperienze di illuminotecnica e scenotecnica sono al teatro Arsenale dietro la sapiente guida di Piera Rossi, per poi affinare le conoscenze presso l’Accademia delle arti e mestieri “Accademia Teatro all Scala”, corso lighting designer. Questa esperienza lo porta a conoscere e collaborare con Marco Filibeck, lighting designer del Teatro alla Scala, e AJ Weissbard, lighting designer di Bob Wilson. 
Attualmente disegna luci per spettacoli, eventi e moda; inoltre collabora con la Scuola di ballo dell’Accademia della Scala come Lighting designer e docente di scenotecnica e illuminotecnica teatrale.

Il workshop è rivolto a insegnanti di danza o di teatro che abbiano voglia di approfondire e conoscere meglio il campo dell'illuminotecnica teatraleCosto del corso 50 euro.


domenica 26 febbraio 2017

NEWS |"Let's dance", la nuova era della danza fra yoga, pilates e Tai Chi

Brucia calorie, tonifica e migliora la postura. Il benessere vien danzando. A Firenze la grande rassegna che si conclude domenica
TONIFICARE tutto il corpo, bruciare calorie, migliorare postura e coordinazione magari divertendosi anche un po’ a ritmo di musica. E’ quanto si può fare scegliendo la danza come allenamento. Una soluzione che piace sempre di più e non solo alle ragazze adolescenti, ma anche a chi è più avanti con gli anni e persino agli uomini. Si stima, infatti, che in Italia ci siano oltre 3,5 milioni di persone che frequentano un corso di danza a livello amatoriale. E ora si diffendono nuovi modi di ballare che mescolano la tradizione a yoga, pilates e Tai Chi. A questa disciplina artistica è dedicata Danza in Fiera, la manifestazione che si apre oggi a Firenze.

I benefici della danza. Numerosi studi hanno messo in evidenza gli effetti benefici che la danza può avere su mente e corpo. "Sviluppa coordinazione, migliora la postura, stimola la frequenza cardiaca e il metabolismo lipidico ma ha anche un potere euforizzante perché durante l’allenamento aumenta il livello di endorfine nel sangue e torna il buonumore", spiega Enrico D’Andrea, specialista in fisiatria e consulente di diversi ballerini del corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. "La danza - prosegue - è uno degli sport più completi che si possa fare anche in adolescenza perché si usano tutte e quattro le articolazioni, lavora la colonna vertebrale e permette un’attività aerobica e una tonificazione muscolare fatta a carico naturale”. E’ una scelta adatta solo agli adolescenti? "Niente affatto - chiarisce l’esperto - . Anche gli adulti possono praticare danza ed ottenere gli stessi benefici con l’aggiunta di riuscire a sciogliere le tensioni del corpo dovute alla sedentarietà e avviarsi ad una sorta di rieducazione posturale". E poi non dimentichiamo che si tratta di una disciplina che si svolge in gruppo e che favorisce, quindi, anche la socializzazione.

Portamento da ballerini. Un altro vantaggio dell’allenamento con la danza riguarda la postura: “Si tratta di un problema che riguarda la maggior parte dei giovani di oggi che sono sempre chini davanti ad un dispositivo elettronico, che sia il computer, il cellulare o l’Ipad assumendo appunto posture scorrette. La danza ti costringe a stare perfettamente diritto altrimenti non puoi eseguire correttamente i movimenti” prosegue il fisiatra. La danza favorisce anche la coordinazione, sia quella motoria che quella mentale, perché bisogna eseguire coreografie che richiedono la capacità di muovere i vari arti in contrapposizione e di ricordare le sequenze dei vari passi.

Danza alla sbarra. Tra i nuovi corsi presentati a Danza in Fiera c’è il metodo Bootybarre®, un allenamento divertente ed energico, che fonde la tecnica del Pilates, della danza e dello Yoga, per definire e tonificare il corpo. “E’ la perfetta combinazione di forza e flessibilità unita al lavoro cardiovascolare svolto attraverso l’utilizzo della sbarra mutuata dalla danza classica” spiega Nathalie Ott, presenter della disciplina a Danza in Fiera. “Si pone molta attenzione al mantenimento di una postura eretta, di una schiena e addominali forti quando si eseguono gli esercizi. I risultati sulla muscolatura del corpo sono evidenti: il corpo si tonifica in modo bilanciato e armonico, il tutto in modo divertente”. Il metodo, creato nel 2009 da Tracey Mallett, personal trainer di numerose star dello spettacolo, prevede esercizi sicuri e divertenti da svolgere in una lezione di gruppo adatta ad ogni livello di allenamento. Il Bootybarre® è ora presente in 25 paesi diversi, insegnato da migliaia di istruttori che insegnano in tutto il mondo in studi e centri per il fitness.

Il training olistico. Nella rassegna fiorentina viene presentata anche Olit, la prima attività olistico-propriocettiva-posturale che segue le battute musicali. "Si tratta di un allenamento vero e proprio che alza il livello della percezione del corpo” spiega Silvia Pozzato che ha ideato il metodo in collaborazione con Andrea Ponz. "I suoi principi sono quattro: il controllo del movimento, la fluidità d’esecuzione, il controllo della respirazione e la concentrazione massima". Olit sembra quasi come una danza al rallentatore, riconduce alla tecnica del Tai Chi, alla sublimazione dello yoga e riprende dalle basi del Pilates. “La grande sorpresa nel praticare questo tipo di lezioni - prosegue Pozzato - è quella di sentirsi progressivamente in forma e tonificati senza annoiarsi, la mente lavora ed evade allo stesso tempo grazie all’ausilio della musica”.  Inoltre Olit sostiene la filosofia e il programma alimentare promosso in Italia dalla be4eat (movimento di medici specialisti esperti nella nutrizione e ricerca universitaria italiana che svolgono un ruolo chiave nella pratica degli insegnamenti dello scienziato Thomas Colin Campbell) ed è presente, in ambito accademico, come materia opzionale per la specialistica di scienze motorie all’università di Tor Vergata a Roma.

Equilibrio con i giri Sufi. Il benessere arriva anche dall’Oriente, per esempio con il Sufi, la danza circolare dei dervisci ispirata al simbolismo del cerchio. “Il giro nella danza è fondamentale e nella danza Sufi è un’importante integrazione sia per quanto riguarda la meditazione che i movimenti” spiega Cinzia Ravaglia, ballerina e coreografa che lavora da più di vent'anni nella danza orientale. “Il Sufi lavora sull’equilibrio e sulla responsabilità della persona di percepirne l’importanza per una sua migliore prestazione sia meditativa che interpretativa”. Il giro è equilibrio e fermezza, cercare il proprio centro, sentire il proprio corpo, sperimentare i propri confini corporei. Ecco perché il Sufi è una tecnica che fa bene a tutti, adulti e bambini. 

La città della danza. Dal 23 al 26 febbraio, Firenze ospita la dodicesima edizione di Danza in Fiera con una variegata programmazione che abbraccia tutti i generi e tantissimi ballerini di fama mondiale. Sarah Lamb e Federico Bonelli, i due primi ballerini del Royal Ballet di Londra, si esibiranno in un passo a due tratto dal Romeo e Giulietta di MacMillan: la Scena del Balcone, il brano più romantico del balletto classico ambientato nella Verona del Cinquecento. Antonino Sutera, Paola Giovenzana, Massimo Garon e Agnese Di Clemente del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala saranno in scena in una coreografia di Matteo Gavazzi, ballerino e coreografo scaligero, dal titolo L'Eco del Silenzio: è solo attraverso il silenzio che l'uomo riesce a percepire la vera bellezza di chi gli sta accanto. Anche la Street Dance avrà le sue punte di diamante con Roxrite, il bboy già numero uno al mondo, Nelson, uno dei più noti popper del panorama francese e Icee, vincitore di tutte le gare più importanti di Hip Hop. Per info sul programma, www.danzainfiera.it.

http://www.repubblica.it/salute/forma-e-bellezza/2017/02/24/news/brucia_calorie_tonifica_e_migliora_la_postura_il_benessere_vien_danzando-159089901/?ref=HRLV-27

venerdì 10 febbraio 2017

Danzainfiera | 100 sfumature di danza: a Firenze va in scena la XII edizione

23/26 febbraio 2017 - Firenze, Fortezza da Basso
Dal 23 al 26 febbraio, va in scena la XII edizione di Danzainfiera: l'evento dal format originale - esportato in Europa e nel mondo - dedicato alle 100 sfumature della danza e del ballo. Tutti i generi, gli stili e le anime di quest'arte riuniti in un unico luogo; un palinsesto ricco di lezioni, mostre, convegni, spettacoli e gare, pensati non solo per professionisti e addetti ai lavori, ma anche per chi vive la danza come pura passione.

Le mura della cinquecentesca Fortezza da Basso di Firenze, per 4 giorni, diventano luogo di incontri proficui: giovani talentuosi che sognano di intraprendere la carriera di danzatori si confrontano con grandi star della danza di ieri e oggi, i più importanti brand del settore espongono le loro creazioni a una platea in cerca delle novità più interessanti. Danzainfiera ospiterà le botteghe artigiane italiane con la loro maestria, ma anche le aziende più quotate tra il pubblico della danza: attesi espositori dai principali Paesi europei, ma anche da Russia, Polonia, Giappone, Cina, Canada, America, Inghilterra.

Il trampolino di lancio per la propria carriera

La formazione e le opportunità di crescita artistica sono da sempre il cuore di Danzainfiera: lezioni, workshop e stage con i più grandi maître del mondo, audizioni per dare l’opportunità ai giovani ballerini di accedere alle migliori accademie europee e italiane. Novità di quest’anno: uno speciale evento per aggiudicarsi un periodo di formazione in America.

Dance Inside Out

La danza “dentro e fuori”: questo il tema dell’edizione 2017. Danzainfiera uscirà dalle mura della Fortezza con Dance in the City: performance estemporanee di Flamenco, Swing, Pizzica, Zumba, Hip Hop e Breakdance in giro per le piazze fiorentine nel giorno di apertura dell'evento.

Sotto un cielo di stelle... della danza

Premier danseurs dei più importanti teatri del mondo, performers internazionali e personaggi dello spettacolo, docenti d’eccezione, una rosa di stelle danzanti in grado di rappresentare al meglio ogni stile di danza: dalla Francia Dorothée Gilbert, étoile dell’Opéra di Parigi, dalla Gran Bretagna Sarah Lamb e l'italiano Federico Bonelli, entrambi Principal del Royal Ballet di Londra; dall’Italia l’istrionico coreografo Luca Tommassini, direttore artistico di Xfactor, Luciano Cannito, regista e coreografo di fama internazionale, e Alessandra Celentano apprezzata insegnante del talent Amici di Maria de Filippi. Anche la Street Dance avrà le sue punte di diamante con Roxrite, il bboy già numero uno al mondo, Nelson, uno dei più noti popper del panorama francese e Icee, vincitore di tutte le gare più importanti di Hip Hop.

100 sfumature di Danza

Danza per chi vuole coronare un sogno e trasformare una passione in opportunità di carriera, ma anche danza per chi ama divertirsi: il piano terra del padiglione Spadolini ospiterà un'intera area dedicata alle più innovative e popolari discipline della Dance Fitness, ideali per tenersi in forma e bruciare calorie ballando. Danzainfiera come sempre sarà anche laboratorio sperimentale per provare le più interessanti novità del settore oppure presentare al pubblico italiano discipline che all’estero stanno già spopolando. Sempre di più forme ibride di danza piacciono perché divertenti, efficaci e alla portata di tutti.

Danza per bambini, tra sogno e realtà

Spazio anche ai più piccoli nell’area Baby Dance con attività e laboratori pensati apposta per i giovanissimi con ospiti d’eccezione come le protagoniste di Maggie e Bianca Fashion Friends, la serie tv sulla Moda e lo Spettacolo in onda su Rai Gulp. Ambientazioni ottocentesche, laboratori con le musiche originali e cartonati del film d’animazione Ballerina - a febbraio nelle sale italiane - per le bambine e i bambini che vorranno sognare insieme a Félicie e Victor.

Moda e Danza: il binomio vincente

Per la sua XII edizione, Danzainfiera ha deciso di celebrare l’eccellenza della sartoria italiana: un settore legato a filo doppio con la danza. Nasce così il progetto Atelier Italia: un’area espositiva dedicata alle sartorie che confezionano abiti di scena, che con la loro abilità e qualità sartoriale danno vita a prodotti unici in grado di valorizzare il corpo del danzatore e il lavoro del coreografo.

Da sempre uno dei punti di attrazione più frequentati dai visitatori è la sezione dedicata alle aziende, tredicimila metri quadrati in cui i brand di moda più amati dai ballerini potranno esporre o far sfilare in passerella gli outfit da sala e da tempo libero, acquistabili nella zona shopping.

Per restare aggiornato sul programma di Danzainfiera 2017 basta seguire l'evento su tutti i social e sul sito ufficiale: danzainfiera.it

Danzainfiera 2017: 23/26 febbraio 2017, Firenze - Fortezza da Basso

Orari: Giovedì: 15.00–20.00. Venerdì, sabato e domenica: 9.00–20.00

Info: 0574 575618 - www.danzainfiera.it - info@danzainfiera.it

Ingresso: 15€ 1 giorno / 40€ 4 giorni / 10€ ridotto per bambini 8-12 anni

Gratuito: diversamente abili, bambini sotto gli 8 anni

Gruppi (min. 30 ingressi): 10€ a persona, acquistabili online entro il 10 febbraio 2017

venerdì 3 febbraio 2017

"I spit on cancer", la danza come atto di ribellione alla malattia

“I spit on cancer” è uno spettacolo di danza contemporanea. E molto di più: è un progetto live e video sul tumore che parla di tenacia e di resilienza. Ancora, è la produzione di una onlus, la ValeriaValloneDanceCompany, nata proprio per aiutare i pazienti e i loro familiari in modo concreto, raccogliendo fondi per sostenere piccole e grandi associazioni e la ricerca scientifica di qualità. Il progetto nasce dall'esperienza personale della danzatrice e coreografa Valeria Vallone e di tutte le quattro ballerine, che hanno vissuto accanto a persone colpite dal tumore. Lo spettacolo, però, non parla di loro ma di tutti, ed emerge forte la convinzione che il cancro sia una malattia sociale. Per questo Vallone non narra una storia, ma esplora i sentimenti che attraversa chiunque si trovi a fare i conti con una diagnosi di neoplasia: la paura, lo smarrimento, la rabbia, l'estraneazione e la speranza nei confronti della medicina. Fino ad arrivare a una sorta di ribellione allo status di malato. Il messaggio finale non è buonista: non ci dice che tutto andrà bene, ma sprona a non gettare la spugna - hold on - e indica una strada, che è quella della solidarietà e dell'aiuto reciproco. Lo spettacolo debutterà il prossimo 4 febbraio, in occasione del World Cancer Day, al Teatro D'Annunzio di Latina (www.ispitoncancer.org).

di Tiziana Moriconi http://www.repubblica.it/oncologia/2017/01/30/foto/world_cancer_day_spettacolo_danza_contemporanea_contro_il_cancro-1572012

venerdì 27 gennaio 2017

ROSHELLE | Ero l’underdog. E mi sentivo sola

Futura – Corriere della Sera, l'intervista... 
Molly. Prico. Carodyario.

Si chiamavano così i miei diari di bambina.

Li custodivo nella cameretta e ogni mattina li pulivo minuziosamente.

A rileggerli oggi mi appaiono come una grande massa informe di parole: il dolore del mondo e il sogno tutto insieme.

Ma allora erano così chiari da avere dei nomi. Stavano accanto ai miei libri, ordinati, luminosi, uno sull’altro. A volte, nelle sere più difficili, li aprivo tutti insieme – diari e libri – e allora mi sentivo meno sola.

In una famiglia creativa, estroversa e ambiziosa io ero quella in disparte. «Rossella sta nel suo mondo», dicevano.

Avevano ragione, c’era il mondo degli altri e poi c’era il mio, popolato dalle pagine fitte e dai personaggi dei libri, che — di volta in volta — diventavano amici, confidenti, fidanzati.

Ero l’underdog di una famiglia di vincenti: un’anima immensa, almeno così mi sentivo, e svogliata.

In apparenza tutto però sembrava avere una direzione: suonavo il pianoforte, registravo cover con mio padre, frequentavo il coro del Duomo di Lodi. Era meravigliosa la grande chiesa barocca con le maestose volte a crociera: a ripensarci adesso, quell’aura mi ha messo addosso un misticismo che non se n’è mai andato.

La mia voce laggiù era come un minuscolo colore in un dipinto, un’unica energia tra mille. All’epoca, però, non lo sapevo.

All’epoca pensavo solo: vado a scuola, canto, vivo, mangio, e poi? Finisce tutto qua?

La vita, quella vera, continuava a essere nella mia camera.

Avevo pochi amici e una smisurata passione per la solitudine. In fondo non mi dispiaceva. Non volevo disperdere le energie parlando con gli altri, figuriamoci condividere per forza quello che sentivo. Sapevo esattamente cosa non volevo fare, chi non volevo essere. Ad esempio:

Non volevo fare la veterinaria

Non volevo fare l’astronauta

Non volevo rispondere a troppe domande

Quello spettava a mia sorella. Cristiana è sempre stata una forza della natura, il punto di riferimento di tutti, «la migliore amica di».

Lei era quella che aveva una comitiva, un sacco di passioni, le idee chiare. Sapeva cosa voleva e come ottenerlo. E io, anche se sono la maggiore, ne ho sempre tratto vantaggio.

Ognuno ha la sua strada, dicono.

Io c’ho messo veramente tanto a capire la mia. È così difficile individuare la cosa per cui vale la pena impegnarsi, investire le energie, fare sacrifici, piangere. Ricordo la fatica. E il dolore, la noia, i cartoni animati dopo pranzo (ancora adesso guardo Gumball), i libri portati di nascosto a scuola, il silenzio.

A un certo punto ho capito che cantare mi faceva soffrire di meno, che mi sentivo meno sola. Che avrei potuto usare le note al posto delle parole e dare sfogo al cuore.

Non lo so bene come sono arrivata all’hip hop, credo però che c’entri Mac Miller. Fin da piccola mi ha affascinato il mondo degli artisti e quando ho incontrato lui ho avuto un’infatuazione artistica.

Leggevo tutte le interviste, guardavo ogni video, volevo entrare nel suo mondo, volevo esserne parte.

E se anche il mio mondo avesse un senso?

Ho iniziato a crederci quando l’ha fatto qualcun altro. Ero inconsapevole delle mie «doti», mi sono spesso sottovalutata.

E poi è arrivato Paride, che è stato il primo a cui è venuta la pelle d’oca quando mi ha sentito cantare. Lui ha visto in me quello che io non ero mai riuscita a vedere.

È la condanna delle donne, o forse di tutti gli esseri umani: c’è sempre qualcuno che ti dà ragione di essere. È difficile stare in piedi senza qualcuno che faccia il tifo per te. Adesso che è successo, voglio proteggere questa scoperta da tutto.

L’underdog è diventata ambiziosa.

Ha finalmente aperto i diari ed è uscita dalla stanza.

È come se stesse accadendo tutto ciò che ho sempre voluto ma che non avevo mai detto a nessuno.

Esisto. Conto. Sento. Comunico. Altrimenti perché le ragazzine si emozionano quando mi vedono?

La verità è che io le capisco, loro provano per me quello io che ho sempre provato nei confronti degli artisti che amo. Se vedessi Mac Miller probabilmente gli salterei in braccio e piangerei perché so quello che mi ha dato. Lui non lo saprà mai.

Futura – Corriere della Sera http://www.corriere.it/futura/